Pro e contro degli omogeneizzati

L’alimentazione dei neonati è un tema molto delicato. Una volta terminata la fase dell’allattamento, infatti, occorre iniziare lo svezzamento, ovvero far passare i neonati all’assunzione di cibi solidi. Una fase in cui a farla da padrone sono in pratica gli omogeneizzati, in particolare quelli industriali, che sono solitamente considerati prodotti completi, venendo sottoposti a rigorosi controlli e certificazioni, in modo da garantire un apporto completo a livello nutritivo.
Se la reputazione dei prodotti industriali è abbastanza solida, molti genitori non si fidano però eccessivamente di loro. Andiamo quindi a vederne più da vicino pro e contro.

Tanti benefici e qualche svantaggio

La preparazione a livello industriale degli omogeneizzati consiste nel ridurre la frutta o la carne in microparticelle, ovvero sostanza estremamente sottile in grado di contenere comunque inalterate le proprietà nutritive iniziali. Tra i cibi in questione, però, se ne trovano alcuni reputati non adatti all’alimentazione dei piccoli, una consuetudine stigmatizzata da alcuni nutrizionisti
Altro punto di discussione è poi quello relativo al momento in cui si può iniziare a proporre omogeneizzati ai piccoli. Secondo alcuni si può iniziare anche a quattro mesi, con una certa cautela, magari somministrandoli ogni tre o quattro giorni in modo da testare le reazioni. Altri pongono invece al compimento dei sei mesi il momento giusto per iniziare, cercando però comunque di rispettare i cosiddetti LARN, i Livelli di Assunzione giornaliera Raccomandati di Nutrienti, una serie di raccomandazioni generali stilate dall’Istituto Nazionale della Nutrizione e dalla Società Italiana di Pediatria. In pratica sono raccomandati nella dieta giornaliera un 10% di proteine, tra il 25 e il 30% di grassi e tra il 55 e il 60% di carboidrati. Cui occorre accostare l’acqua, i sali minerali e le vitamine.
Infine occorre prendere in considerazione proprio la qualità dell’omogeneizzato, cui devono concorrere:

  • l’igiene e la sicurezza degli insediamenti produttivi;
  • la qualità e il controllo delle materie prime;
  • l’assenza di fertilizzanti chimici e additivi;
  • l’equilibrio nutrizionale.

Va però sottolineato come esista un’ottima alternativa per chi non si fida comunque degli omogeneizzati industriali, ovvero la preparazione domestica degli stessi. A renderla possibile è il cuocipappa, un dispositivo proposto dalle migliori case che si occupano del benessere dei più piccoli. Chi voglia saperne di più su questo prezioso ausilio per le famiglie, può reperire numerose informazioni sui siti che si occupano del tema, a partire da migliorecuocipappa.it, portale che riesce a dare un quadro estremamente completo del settore aiutando in tal modo i genitori in fase di scelta.

admin Autore